Il cibo che vorrei

I banchi e gli scaffali dei supermercati dei paesi ricchi traboccano di prodotti più o meno innovativi, più o meno nutrienti, più o meno buoni, puliti e giusti (per parafrasare Slow Food). Abbiamo tanta scelta, ma sarebbe bello che questa scelta venisse dai nostri bi/sogni (se siamo consumatori) o se il nostro cibo ideale (come imprenditori del settore alimentare) potesse essere prodotto come piace a noi. Perché non credere che possiamo farlo? Che le intelligenze, la fantasia, l’originalità dei nostri giovani (studenti e professionisti) possano rendere possibile quello che immaginiamo o sogniamo?

“Il cibo che vorrei” è una sfida, lanciata da imprenditori o esperti del settore alimentare (inclusi docenti universitari) ma anche da associazioni di consumatori, a studenti del corso di laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari e tecnologi alimentari, per progettare da 0, o quasi, un cibo che (ancora) non c’è.

Chi può partecipare:

Gli sfidanti: consumatori e associazioni di consumatori, docenti, industrie alimentari, organizzazioni datoriali

I concorrenti: gruppi (2 – 5 persone) di studenti del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari, o di tecnologi alimentari (anche insieme ad altri professionisti, inclusi veterinari, ingegneri, chimici, biotecnologi, economisti, esperti in comunicazione). Le due tipologie di partecipanti seguiranno regole diverse, soprattutto nel livello di dettaglio del progetto.

Come partecipare.

Vuoi lanciare una sfida o partecipare? Leggi il regolamento. Un modello di sfida è qui. Ricorda: la scadenza per lanciare le sfide è il 31/1/2019. La giuria selezionerà le sfide migliori entro il 14/2/2019. I progetti potranno essere presentati dal 1/3/2019 al 15/3/2019.

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La manifestazione è patrocinata da:

Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi della Basilicata

 

Ordine dei Tecnologi Alimentari di Basilicata e Calabria

 

 

T3 Innovation Basilicata