La scuola

La Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera è stata istituita nell'Anno Accademico 2010/2011 (Decreto Rettorale n. 657 del 19 novembre 2010), quale trasformazione della Scuola di Specializzazione in Archeologia, attiva già da un ventennio nella stessa sede universitaria. Fondata infatti nell'Anno Accademico 1990/91, grazie all'allora Rettore prof. Cosimo Damiano Fonseca, la Scuola, di durata triennale, prevedeva già allora due indirizzi (Archeologia classica e Archeologia medievale) e aveva l'obiettivo "di approfondire la preparazione scientifica nel campo delle discipline archeologiche e di fornire le competenze professionali finalizzate alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico". La scuola, a numero chiuso, prevedeva l'ammissione annuale complessiva di 15 allievi, numero elevato poi a 25. La nuova Scuola di Specializzazione per i Beni Archeologici, di durata biennale, pur ispirata ad una sostanziale continuità rispetto alla precedente, presenta un nuova fisionomia (secondo quanto previsto dal D.M. 31 gennaio 2006), tanto nel ventaglio dell'offerta didattica, quanto nel corpo docenti. Il rinnovato consiglio della Scuola è stato trasformato con il pieno coinvolgimento dei vari Dipartimenti e Scuole dell’Ateneo: a colleghi strutturati sono stati inoltre affiancati nuovi docenti esterni, anche grazie alla stipula di apposite convenzioni con altre Istituzioni (Università e Soprintendenze). Come in passato si è puntato ad assicurare un corpo docente di elevato profilo e qualificazione nella consapevolezza che in questa delicata fase di riforma complessiva del sistema universitario, le Scuole di Specializzazione in Beni Archeologici continuano a svolgere un ruolo fondamentale nella formazione degli archeologi. Parte fondamentale delle attività rimangono quelle destinate alle esercitazioni in laboratorio e agli stage sul campo nei vari cantieri della Scuola. Le numerose attività di ricerca sul campo, nonché l'organizzazione di eventi, quali convegni e mostre, sono realizzate con il costante appoggio e la fattiva collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata.

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