Torre di Satriano

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Basilicata. Torre di Satriano (PZ).

 
Direzione del progetto
Massimo Osanna
 
Direzione survey
Marco Fabbri
 
Direzione scavo settore medievale
Francesca Sogliani
 
Coordinamento attività sullo scavo
Barbara Serio
 
Responsabile laboratorio reperti archeologici
Gianclaudio Ferreri
 
Documentazione grafica e topografica
Daniele Mallardi, Giuseppe Loiudice
 
Analisi delle coperture, Database terrecotte architettoniche, ricostruzioni 3D
Donato Bruscella, Vincenzo Capozzoli, Alberto Comini
 
Elaborazioni GIS
Emiliano Tondi
 
Ricostruzione viabilità antica e sfruttamento del territorio
Dimitris Roubis
 
Analisi paleobotaniche
Donatella Novellis (Lab. di Archebotanica – Univ. del Salento - LE)
 
Analisi polliniche
Annamaria Mercuri, Assunta Florenzano
 
Analisi archeometriche
Tonia Giammatteo (in collaborazione con Lab. CNR-IMAA, Tito Scalo - PZ)
 
Analisi cromatografiche
Giuliana Bianco
 
Indagini geomorfologiche
Salvatore Ivo Giano, Francesco Sdao, Cinzia Zotta (DiSGG, UNIBAS)
 
Indagini geomagnetiche
Mimmo Chianese, Enzo Rizzo, Gregory De Martino (CNR-IMAA, soc. Tomogea)
 
Analisi archeozoologiche
Chiara Corbino
 
Analisi di Antropologia fisica
Tracy Prowse, Robert Stark, Metthew Emery

 

Nel territorio dei Comuni di Tito e di Satriano di Lucania il paesaggio è segnato dall'altura di Torre di Satriano che si eleva tra i due paesi moderni e si staglia a dominare un esteso territorio, posto nel cuore dell’Appennino lucano. Una torre normanna è l’elemento maggiormente percepibile della Satrianum medievale, impiantatosi nell’XI sec. sulle terrazze strette e lunghe che si dislocano tra sommità e scoscesi pendii del rilievo, per essere abbandonata tra XV e XVI sec. Il centro medievale si sovrappone, dopo secoli di abbandono, ad un insediamento antico che ha restituito tracce di frequentazione già nel secondo millennio a.C., ma che si struttura come comunità stabile e organizzata solo a partire dalla metà dell’VIII sec. a.C. e proseguirà la sua vita fino alla fine del III/inizio del II sec. a.C.

Il territorio dal 2000 è oggetto di un progetto di archeologia globale che vede la collaborazione di studiosi di diverse discipline. Grazie al survey effettuato nei 20 kmq che circondano l’altura, è stato possibile ricostruire il quadro insediativo nella diacronia e programmare una serie di scavi estensivi. Tra I e II età del Ferro, l’insediamento policentrico si organizza in nuclei distribuiti in maniera capillare sulle terrazze attorno al rilievo, dove le tombe si dislocano nei pressi delle abitazioni.

Al VII sec. risale una residenza absidata, posta a sud-est dell’altura: si tratta di un edificio di eccezionale rilevanza, tanto per dimensioni (22 x 12,5 m) che per l’arredo interno, in vita fino al secondo quarto del VI sec.a.C., appartenuto ad un personaggio di rango al vertice della comunità locale. La scoperta più straordinaria è stata realizzata nel 2008 sul versante settentrionale, quando è stato portato alla luce un edificio monumentale, sede del potere comunitario a partire dal 560-550 a.C. Si tratta di un edificio eccezionale per dimensioni (30,70 x 22,3 ), apparato decorativo e arredo interno, in vita fino al 480 a.C. Il tetto presentava una ricchissima decorazione fittile composta da una sima sotto la quale correva un fregio figurato con opliti a duello e scudieri a cavallo; sul tetto erano statue acroteriali. Nelle strette vicinanze è stata portata alla luce l’area funeraria e un’area produttiva.

In epoca lucana si ha un profondo cambiamento nelle modalità insediative: mentre si struttura sull’altura un centro fortificato, si assiste la nascita, nelle zone più distanti dall’altura, di numerosi siti – fattorie monofamiliari -. che, per la maggior parte, sembrano esaurirsi tra seconda metà del III sec. a.C. e inizi del II sec. a.C. Alla metà del IV sec. a.C. risale il santuario messo in luce alle pendici meridionali dell’altura, caratterizzato da una sacello a pianta quadrata posto all’interno di un recinto quadrato, all’interno del quale sono stati rinvenuti numerosi ex voto e oggetti rituali. Nel luogo sacro, come in tutto l’insediamento, la frequentazione si interrompe all’inizio del II sec. a.C. Una nuova frequentazione si verifica tra secondo quarto del I sec. a.C. e I sec. d.C.: il regime delle offerte è ora pienamente integrato nel mondo romano.

In età romana il territorio, confluito verosimilmente nel municipium di Potentia, è occupato da poche fattorie e alcune ville che strutturano il paesaggio rurale fino al IV-V sec. d.C. Bisognerà attendere l’alto medioevo perché sull’altura si ritorni a costruire: nascerà così Satrianum, un polo destinato per qualche secolo a riorganizzare il territorio in una diocesi. Oltre alla cattedrale, il cui primo impianto risale all’XI secolo, è stato portato alla luce l’episcopio, di cui si conservano alcuni corpi di fabbrica destinati ad ospitare la comunità ecclesiastica tra XII e XV secolo.

Scarica il Pdf (Satriano_descrizione_progetto) contenente una descrizione dettagliata del progetto.